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lunedì 12 novembre 2012

Riflessione


"Io non rubo e l'uomo sì,
eppure nei negozi c'è scritto:
E' vietato l'ingresso ai cani.
Io non bestemmio e l'uomo sì,
eppure in Chiesa è scritto:
Vietato l'ingresso ai cani.
Io non baro e non do scandalo, l'uomo sì,
eppure in Parlamento è scritto:
E' vietato l'ingresso ai cani.
Io non ho mai fatto una guerra e l'uomo tante,
eppure è d'uso la scritta:
Attenti ai cani.
Io non chiedo tangenti in cambio del mio "operato", l'uomo sì,
eppure mi tocca andare in giro con il guinzaglio,
museruola e la paura di Essere Abbandonato.
Specialmente quando l'uomo decide che IO sono un peso (natale, Pasqua, ferie).
Pensate, l'uomo si comporta così anche con i suoi simili,
quando questi non hanno più la forza per difendersi,
perché troppo vecchi ed inutili....
Allora chi di noi è "cane" realmente?"



♥*.¸.•*¤*•*¤*•.¸.•*♥
Buon inizio settimana
A 
tutti !!





♥*.¸.•*¤*•*¤*•.¸.•*♥






venerdì 25 maggio 2012

Psicologia: i disegni dei bambini


La prima attività grafica del bambino è lo scarabocchio, vera e propria espressione corporea che coinvolge l’intero corpo. Verso il primo anno di età, lo scarabocchio consiste in semplici linee verticali, orizzontali e radiali. Verso il secondo anno di età compare il cerchio e l’angolo: è l’età in cui appaiono i primi scarabocchi organizzati. Verso i tre anni, eccezionalmente anche prima, il bambino inizia a dare un nome al proprio scarabocchio, che non rappresenta più soltanto un piacere motorio ma soprattutto un dare voce ad un progetto, un’intenzione, una sensazione. A quattro anni il bambino perfeziona l’abilità di disegnare la casa e il sole e inizia ad abbozzare la figura umana, concludendo la fase dello scarabocchio. Verso i cinque e i sei anni, il bambino diventa più capace di rappresentare la realtà, mentre, verso gli otto anni, acquisisce una maggiore capacità di percezione dello spazio. Tra i dieci e i quattordici anni, passa, invece, al cosiddetto realismo visivo che mette fine all’originalità grafica del bambino.


Alcuni oggetti ed elementi che compaiono frequentemente nei disegni dei bambini hanno un preciso significato psicologico:
Il suolo indica la base sicura dei bambini, simbolo di sicurezza e nutrimento.
La montagna indica il seno materno, simbolo di accoglienza e bisogni orali.
Il sole è il simbolo paterno per eccellenza.
Le nuvole, se abbondanti, indicano minaccia e inquietudine.
La pioggia è la minaccia materna.
Le stelle indicano il bisogno di essere valorizzati.
L’acqua è l’immagine della madre.
I fiori indicano femminilità, gioia e spensieratezza.
Gli animali sono spesso utilizzati dai bambini come compensazione di un sentimento di solitudine.

Nel disegnare la figura umana 


il bambino rappresenta inconsciamente se stesso e quindi la percezione e rappresentazione del proprio schema corporeo. Permette quindi di avere un’idea dello sviluppo psicofisico e del livello di evoluzione grafica del bambino. La dimensione della figura umana è legata alla percezione che il bambino ha di sé: una piccola dimensione sta a indicare timidezza, una grande dimensione o una dimensione “giusta” (compresa tra gli 8 e i 18 cm di un foglio con formato regolare) esprime sicurezza, fiducia, estroversione e una buona percezione di sè. La testa rappresenta i sentimenti che il bambino ha dedotto dal volto della madre; i particolari del viso ci raccontano delle abilità di comunicazione e di scambio con il mondo esterno; il collo è il tramite tra la ragione e l’istinto; le gambe rappresentano sicurezza e stabilità; le braccia e le mani sono il simbolo della comunicazione e del contatto con il mondo; il tronco ci racconta dell’istintualità.

Nel disegnare l’albero 


il bambino ci racconta della sua energia e della sua autenticità. I tre elementi che devono essere osservati nel disegno dell’albero sono le radici, il tronco e la chioma. Le radici rappresentano l’affettività e ci suggeriscono il legame tra madre e bambino. Il tronco esprime la percezione e la sicurezza che il bambino ha di sé. La chioma simboleggia l’apertura verso il mondo, l’adattabilità, la solidarietà e l’amore.

Il disegno della casa 

ci racconta il modo di vivere del bambino, i rapporti con i genitori e i fratelli, il suo ruolo nella famiglia. Alcuni studiosi associano alla casa il volto materno: il tettorappresenta la capigliatura, le finestre gli occhi e la porta la bocca. Una casa grande simboleggia accoglienza, spontaneità e apertura alla vita. Una casa piccola significa intimità, introversione e timidezza. La porta rappresenta il modo di entrare in contatto con l’ambiente. Le finestre rappresentano il modo di comunicare del bambino. Il comignolo è simbolo di calore e affetto.

Il disegno della famiglia 


ci racconta delle dinamiche interne al nucleo familiare. Il personaggio disegnato per primo è quello per cui il bambino prova maggiore ammirazione; disegnare se stesso al primo posto è segno di egocentrismo mentre disegnarsi all’ultimo posto è segno di poca fiducia nelle proprie potenzialità, timidezza e chiusura. L’aggiunta di personaggi alla famiglia reale è indice di compensazione per un senso di solitudine. La dimensione ridotta di un personaggio vuol dire svalutazione da parte del bambino mentre un personaggio sproporzionatamente grande è vissuto come oppressivo e dominante. La collocazione in disparte di un personaggio mette in luce la difficoltà del bambino a stabilire con lui un legame significativo, così come la cancellazione di un personaggio è indicativo di insofferenza che il bambino prova nei confronti di esso. L’aggiunta di animali può indicare che il bambino tende a nascondere l’aggressività che prova nei confronti di uno o più personaggi della famiglia. Escludersi dal disegno è indice di una scarsa autostima e di un senso di esclusione.
(fonte: psiconline)






In conclusione 
fate disegnare i vostri bimbi
per loro a volte è
l'unico modo per
dar sfogo a
ciò che provano.

Buon fine settimana
a
Tutti!!!




mercoledì 29 febbraio 2012

lezione di filosofia


"Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra..e senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf.

Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente.
I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia.
Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.





sabato 18 febbraio 2012

Testa la tua capacità di osservazione

Testa la tua capacità di osservazione 
con questo gioco!

Scopo: 
trovare un uomo tra i chicchi di caffè.

Prima di cominciare la ricerca, prendi un cronometro e misura il tempo impiegato.
Non credere che sia uno scherzo: c'è davvero un uomo tra i chicchi di caffè!


Secondo i risultati scientifici:
• se lo trovi entro 3 secondi:
il tuo cervello è più sviluppato 
 di quello di una persona normale.
• se lo trovi entro 1 minuto:
il tuo cervello ha uno sviluppo normale.

• se lo trovi tra 1 e 3 minuti:
il tuo cervello funziona lentamente; l
'assunzione di proteine potrebbe aiutarti.

• se lo trovi in più di 3 minuti:
il tuo cervello è poco allenato;
il suggerimento è quello di provare 
con più frequenza 
questa tipologia di puzzle
per sviluppare
 quella zona particolare del cervello.



******
Buon divertimento
e
Buon fine settimana !!
^___^





venerdì 17 febbraio 2012

Test: di che emisfero sei?

Guarda attentamente l'immagine qui sotto:
la ballerina sta ruotando in senso orario o antiorario?



La risposta giusta in questo caso non c'è, perchè dipende tutto da come usi la testa!
Si, perchè la risposta dipenderà da quale dei due emisferi del tuo cervello, destro o sinistro, domina sull'altro.



Se la tua risposta è IN SENSO ORARIO:

prevale in te la parte sinistra del cervello, la parte dedicata alla logica, all'attenzione per i dettagli, al linguaggio, alle scienze che si basano su studi empirici, pratici, di comprensione, conoscenza e apprendimento. La stessa che si occupa di preparare strategie, la parte più pratica di te.
Per fare invertire rotazione alla ballerina, prova a lasciarti andare un po' di più e a dare più spazio alla parte che si occupa di immagazzinare e gestire le immagini; libera la fantasia e le emozioni.



Se la tua risposta è IN SENSO ANTIORARIO:

prevale in te l'emisfero destro, la parte che generalmente svolge le funzionalità che si avvicinano di più all'impulsività, alla percezione delle sensazioni, alla visione di insieme, all'immaginazione. Quella che gestisce la tua percezione dello spazio, le tue fantasie, l'impeto e il prendersi dei rischi.
Se vuoi vedere l'immagine girare in senso opposto il consiglio è di provare a concentrarti di più, a porre più attenzione ai particolari dell'immagine.

****
Il mio risultato è:
senso orario.
Ed il tuo?
^___^








giovedì 16 febbraio 2012

Le cose che fa il nostro cervello...!!!!


Se i tuoi occhi seguono il punto rotativo rosa,
vedrai solo un colore: il rosa. 
Se il tuo sguardo si ferma sulla croce nera al centro,
 il punto rotativo diventa verde.  Adesso,
concentrati sulla croce al centro.  
Dopo un breve periodo di tempo,
tutti i punti rosa scompariranno e vedrai solo un punto verde che gira.
E’ impressionante come il nostro cervello lavora. 
In realtà non esiste nessun punto verde,
ed i punti rosa non scompaiono.
Questo dovrebbe essere prova sufficiente del fatto che 
non sempre vediamo ciò che crediamo di vedere ...


Provate per credere
FUNZIONA





sabato 10 dicembre 2011

Ridere fa bene e toglie il dolore


Secondo una ricerca scientifica aumenta la resistenza agli stimoli fisici negativi
La risata è in genere indicata come fonte di salute e benessere, eppure è stato difficile definire esattamente il motivo secondo cui ridere fino allo sfinimento fa sentire così bene.


IL POTERE DELLE ENDORFINE - La risposta, secondo Robin Dunbar, psicologo evolutivo a Oxford, non è il piacere intellettuale dell’umorismo, ma l’atto fisico di ridere. Gli sforzi muscolare coinvolti nella produzione del familiare ha, ha, ha, provocherebbero un aumento delle endorfine, le sostanze chimiche del cervello note per l’effetto di procurare una sensazione di benessere. I risultati si basano su una lunga storia di ipotesi scientifiche per comprendere un comportamento apparentemente semplice e universale. “La risata è una cosa molto strana, in realtà,”  afferma il Dott. Dunbar. “Ecco perché ci siamo interessati.” E i risultati si adattano bene con la crescente convinzione che il riso contribuisca al legame di gruppo e potrebbe essere stato importante per l’evoluzione degli esseri umani come animali altamente sociali.
LA RISATA E’ SOCIALE - La risata è sociale, suggerisce Dunbar, rilassa e contagia, è “governare a distanza”, un’attività che favorisce la vicinanza in un gruppo, promuove e mantiene legami tra i primati individuali di tutti i tipi. In cinque serie di studi in laboratorio e uno studio sul campo basato sull’osservazione di spettacoli comici, il dottor Dunbar e colleghi hanno testato la resistenza al dolore sia prima che dopo gli attacchi di “risate sociali”. I risultati, pubblicati negli Atti della Royal Society B: Biological Sciences, hanno escluso la possibilità che la resistenza al dolore misurato sia il risultato di un senso generale di benessere piuttosto che di una risata vera e propria. E, ha detto il dottor Dunbar, hanno anche fornito una risposta parziale all’enigma senza età sul fatto che noi ridiamo perché sentiamo girare la testa o sentiamo girare la testa, perché ridiamo.
*****
Scritto questo
da oggi la nostra parola d'ordine sarà:
ridere,ridere,ridere !!

Buon fine settimana
a
tutti voi !!! 






sabato 29 ottobre 2011

Dimmi come dormi e ti dirò chi sei.....


Ciascuno di noi assume una posizione particolare prima di addormentarsi, mantenendola poi nel sonno. Negli ultimi anni, diversi gruppi di esperti, hanno analizzato il legame esistente fra tali posizioni e la personalità dei soggetti.
Dagli studi è emerso come ogni posizione assunta nell’incoscienza notturna, riveli in realtà la natura intima delle persone, il suo vissuto e le sue emozioni.
*********

Posizione Fetale


Questa posizione risulta preferita dalla gran parte delle persone (circa il 40%) ed indica la nostalgia del grembo materno ed il bisogno di raccogliersi in un bozzolo che isoli dal mondo esterno. Pare che chi dorma in questa posizione tenda a regredire, nel sonno, al mondo dell’infanzia.
La sua personalità risulta emotivamente fragile ed insicura, egli ha inoltre ha bisogno di protezione ed il suo sonno può essere talvolta disturbato da incubi.


Posizione Semifetale


Chi dorme in questa posizione risulta dotato di una personalità equilibrata e bilanciata.
Egli risulta capace anche di adattarsi, senza difficoltà, alle situazioni e vicende della vita che riesce spesso ad affrontare con coraggio.


Posizione a Tronco 


Questa postura che ricorda quella di un soldato sull’attenti, indica una natura tendenzialmente estroversa, parte di una personalità che predilige stare fra la gente.
Chi dorme in questa posizione tende ad essere troppo fiducioso negli altri ed a volte anche credulone.


Posizione Supina

Dormire in questa posizione evidenzia una struttura mentale rigida, con difficoltà ad abbandonare il controllo delle proprie emozioni; colui che la assume risulta spesso molto sicuro di sè ed ostentano elevata autostima, risulta inoltre riservato e non ama la confusione.


Posizione Prona


Chi dorme in questa posizione risulta avere una personalità precisa e meticolosa, che  talvolta può assumere comportamenti ripetitivi.
A livello fisico questa posizione alimenta il rischio di russare, soprattutto nei soggetti predisposti con possibile rischio di apnea.
Nei bambini fino al primo anno di vita, questa posizione è stata associata alla possibile comparsa della “Sids”, meglio conosciuta come morte prematura in culla e viene pertanto apertamente sconsigliata.



Posizione a Stella


Le persone che sono solite dormire in questo modo risultano spesso persone sicure di sè, estroverse, razionali e talvolta anche invadenti.
A livello pratico questa posizione alimenta il rischio di russare, soprattutto nei soggetti predisposti.
Nei bambini questa posizione indica un rapporto positivo con i genitori e soprattutto con la madre.






lunedì 24 ottobre 2011

Alessitimia: incapacità a vivere emozioni e sentimenti

alessitimia


Se, arrivati ad un certo punto della vostra vita, vi sorprendete a domandarvi perché le persone care intorno a voi si lamentano delle vostre “freddezze affettive”, se più di una volta la vostra compagna vi ha sinceramente accusato di scarsa emotività e voi stessi vi riconoscete una certa difficoltà a vivere pienamente certi sentimenti o certe emozioni, è probabile che siete affetti da alessitimia.



Il termine “alessitimia” fu coniato nel 1973 da Sifneos il quale studiò per primo in maniera sistematica questa particolare costellazione di caratteristiche psicologiche. Essere affetto da “alessitimia” significa “un disturbo specifico nelle funzioni affettive e simboliche”, spesso presente nei pazienti psicosomatici.




Oggi abbiamo un consenso in letteratura sulla definizione di alessitimia, questa consiste in
1. difficoltà di identificare i sentimenti e di distinguerli dalle sensazioni somatiche;
2. difficoltà nel descrivere e comunicare emozioni e sentimenti alle altre persone;
3. processi immaginativi limitati;
4. stile cognitivo orientato esternamente.



Questi due aspetti salienti del costrutto devono essere colti nel loro stretto collegamento: essendo incapaci di identificare accuratamente e di “dare un nome” ai propri sentimenti soggettivi, le persone alessitimiche hanno difficoltà a comunicare verbalmente agli altri il proprio disagio emotivo e non riescono ad usare le altre persone come fonti di conforto, di tranquillità, di feedback, di aiuto nella regolazione dello stress. La scarsità della vita immaginativa limita inoltre la loro possibilità di modulare l’ansia e le altre emozioni negative, attraverso i ricordi, le fantasie, i sogni ad occhi aperti, il gioco, ecc.








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Il meteo dalla Pixia