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venerdì 25 maggio 2012

Psicologia: i disegni dei bambini


La prima attività grafica del bambino è lo scarabocchio, vera e propria espressione corporea che coinvolge l’intero corpo. Verso il primo anno di età, lo scarabocchio consiste in semplici linee verticali, orizzontali e radiali. Verso il secondo anno di età compare il cerchio e l’angolo: è l’età in cui appaiono i primi scarabocchi organizzati. Verso i tre anni, eccezionalmente anche prima, il bambino inizia a dare un nome al proprio scarabocchio, che non rappresenta più soltanto un piacere motorio ma soprattutto un dare voce ad un progetto, un’intenzione, una sensazione. A quattro anni il bambino perfeziona l’abilità di disegnare la casa e il sole e inizia ad abbozzare la figura umana, concludendo la fase dello scarabocchio. Verso i cinque e i sei anni, il bambino diventa più capace di rappresentare la realtà, mentre, verso gli otto anni, acquisisce una maggiore capacità di percezione dello spazio. Tra i dieci e i quattordici anni, passa, invece, al cosiddetto realismo visivo che mette fine all’originalità grafica del bambino.


Alcuni oggetti ed elementi che compaiono frequentemente nei disegni dei bambini hanno un preciso significato psicologico:
Il suolo indica la base sicura dei bambini, simbolo di sicurezza e nutrimento.
La montagna indica il seno materno, simbolo di accoglienza e bisogni orali.
Il sole è il simbolo paterno per eccellenza.
Le nuvole, se abbondanti, indicano minaccia e inquietudine.
La pioggia è la minaccia materna.
Le stelle indicano il bisogno di essere valorizzati.
L’acqua è l’immagine della madre.
I fiori indicano femminilità, gioia e spensieratezza.
Gli animali sono spesso utilizzati dai bambini come compensazione di un sentimento di solitudine.

Nel disegnare la figura umana 


il bambino rappresenta inconsciamente se stesso e quindi la percezione e rappresentazione del proprio schema corporeo. Permette quindi di avere un’idea dello sviluppo psicofisico e del livello di evoluzione grafica del bambino. La dimensione della figura umana è legata alla percezione che il bambino ha di sé: una piccola dimensione sta a indicare timidezza, una grande dimensione o una dimensione “giusta” (compresa tra gli 8 e i 18 cm di un foglio con formato regolare) esprime sicurezza, fiducia, estroversione e una buona percezione di sè. La testa rappresenta i sentimenti che il bambino ha dedotto dal volto della madre; i particolari del viso ci raccontano delle abilità di comunicazione e di scambio con il mondo esterno; il collo è il tramite tra la ragione e l’istinto; le gambe rappresentano sicurezza e stabilità; le braccia e le mani sono il simbolo della comunicazione e del contatto con il mondo; il tronco ci racconta dell’istintualità.

Nel disegnare l’albero 


il bambino ci racconta della sua energia e della sua autenticità. I tre elementi che devono essere osservati nel disegno dell’albero sono le radici, il tronco e la chioma. Le radici rappresentano l’affettività e ci suggeriscono il legame tra madre e bambino. Il tronco esprime la percezione e la sicurezza che il bambino ha di sé. La chioma simboleggia l’apertura verso il mondo, l’adattabilità, la solidarietà e l’amore.

Il disegno della casa 

ci racconta il modo di vivere del bambino, i rapporti con i genitori e i fratelli, il suo ruolo nella famiglia. Alcuni studiosi associano alla casa il volto materno: il tettorappresenta la capigliatura, le finestre gli occhi e la porta la bocca. Una casa grande simboleggia accoglienza, spontaneità e apertura alla vita. Una casa piccola significa intimità, introversione e timidezza. La porta rappresenta il modo di entrare in contatto con l’ambiente. Le finestre rappresentano il modo di comunicare del bambino. Il comignolo è simbolo di calore e affetto.

Il disegno della famiglia 


ci racconta delle dinamiche interne al nucleo familiare. Il personaggio disegnato per primo è quello per cui il bambino prova maggiore ammirazione; disegnare se stesso al primo posto è segno di egocentrismo mentre disegnarsi all’ultimo posto è segno di poca fiducia nelle proprie potenzialità, timidezza e chiusura. L’aggiunta di personaggi alla famiglia reale è indice di compensazione per un senso di solitudine. La dimensione ridotta di un personaggio vuol dire svalutazione da parte del bambino mentre un personaggio sproporzionatamente grande è vissuto come oppressivo e dominante. La collocazione in disparte di un personaggio mette in luce la difficoltà del bambino a stabilire con lui un legame significativo, così come la cancellazione di un personaggio è indicativo di insofferenza che il bambino prova nei confronti di esso. L’aggiunta di animali può indicare che il bambino tende a nascondere l’aggressività che prova nei confronti di uno o più personaggi della famiglia. Escludersi dal disegno è indice di una scarsa autostima e di un senso di esclusione.
(fonte: psiconline)






In conclusione 
fate disegnare i vostri bimbi
per loro a volte è
l'unico modo per
dar sfogo a
ciò che provano.

Buon fine settimana
a
Tutti!!!




7 commenti:

  1. Post veritiero ed istruttivo...

    Aggiungo che se il disegno ha colori tenui...segnale positivo.

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    Risposte
    1. Grazie sorellina!!
      Il capitolo colori non l'ho aggiunto altrimenti il post sarebbe stato luuuunghissssimo!! :)

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  2. Ciao nipotina post interessante i miei figli sono grandi ormai ma va bene per i nipoti
    buon weekend
    ciao zio Tiziano.

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    1. certo che va bene anche per i nipoti caro zio :)

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  3. Ciao Pixia, ho sempre saputo di essere un po' fuori della norma (lol). Io a sei anni disegnavo già Paperino, Topolino, Pippo ecc. ecc. Purtroppo oggi i bambini preferiscono restare davanti la televisione che, comunque, noi non avevamo ancora.
    Buon fine settimana e grazie per questo bel post.

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    1. sai Elio mi sa che anche io sono un pò fuori dalla norma eheheh!!...a 6 - 7 anni cercavo di disegnare .....e mi piaceva...forse perchè papà e mamma erano bravi in disegno :) ....riguardo ai bimbi di oggi non è colpa loro se preferiscono la TV , la colpa è dei genitori che li piazzano lì davanti fin da piccolini. :)

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